C'è un momento, ogni estate, in cui il Salento smette di essere soltanto mare. Succede quando dai paesi dell'entroterra comincia ad arrivare il suono dei tamburelli e le piazze si riempiono fino a notte fonda: è la stagione della pizzica, che culmina nella Notte della Taranta, il festival di musica popolare più grande d'Italia. Non è un evento pensato per i turisti e poi adottato dai residenti, ma esattamente il contrario. Nasce come progetto di valorizzazione della tradizione musicale della Grecìa Salentina e negli anni è diventato un appuntamento seguito da centinaia di migliaia di persone, senza perdere il legame con i paesi che lo ospitano.
Che cos'è la pizzica
La pizzica è una danza e una musica di tradizione contadina, costruita su un ritmo ossessivo di tamburello, violino, organetto e chitarra battente. Ha tre anime distinte: la pizzica de core, quella del corteggiamento, ballata in coppia; la pizzica scherma, legata alle sfide rituali tra uomini; e la pizzica tarantata, quella terapeutica, che accompagnava il rito di guarigione. Il passo di base è semplice e chiunque può provarlo, ma la differenza tra chi la balla per gioco e chi l'ha imparata da bambino si vede subito. Nelle serate estive capiterà quasi sicuramente di incontrare una ronda spontanea in una piazza: mettetevi ai bordi e guardate, poi entrate quando ve la sentite. Nessuno vi giudicherà.
Dal tarantismo alla festa
Alle origini c'è il tarantismo, un fenomeno che gli studi etnografici del Novecento hanno documentato a lungo in questa parte di Puglia. A chi ne era colpito, quasi sempre donne, si attribuiva il morso di una taranta, e la cura consisteva in un rito musicale: i suonatori si alternavano per ore, a volte per giorni, finché la danza non scioglieva la crisi. Era un modo, per una società chiusa, di dare voce e forma a un disagio che non aveva altre parole. Il tarantismo come pratica è scomparso, ma quella musica è rimasta, ed è la stessa che oggi si ascolta nelle piazze. Conoscere questa origine cambia il modo di ascoltarla: dietro l'allegria c'è una storia molto più dura.
Il festival itinerante e il Concertone
La Notte della Taranta non è una sola serata. È un festival itinerante che ogni estate attraversa i paesi della Grecìa Salentina e dei comuni aderenti, con una tappa al giorno, concerti in piazza e ingresso libero, per concludersi con il Concertone finale di Melpignano, in provincia di Lecce. Quella è la notte più affollata: un palco enorme, l'Orchestra Popolare della Notte della Taranta diretta da un maestro concertatore diverso a ogni edizione, ospiti della scena italiana e internazionale e una folla che arriva da tutta Italia. Le tappe itineranti, però, sono spesso l'esperienza più autentica: piazze di paese, ronde vere, gente del posto che balla e la possibilità di stare a pochi metri dai musicisti.
Come inserirla nella vacanza
Le serate di pizzica sono per definizione notturne e finiscono tardi, quindi conviene pianificare la giornata successiva con calma. L'auto è indispensabile: i paesi dell'entroterra non hanno collegamenti serali degni di questo nome e alla fine dei concerti le strade si intasano. Chi alloggia a Villa Ginevra, immersa nella campagna di Montesano Salentino, ha il vantaggio di trovarsi già nell'entroterra, dove si concentrano molte delle serate; chi sceglie Blumarine, sulla costa a Lido Marini, dovrà mettere in conto qualche chilometro in più, compensato però dal bagno del mattino seguente. In entrambi i casi, una serata di pizzica vale ampiamente la stanchezza.
Date, tappe, nomi degli ospiti e programma cambiano a ogni edizione e vengono comunicati nel corso della primavera e dell'inizio dell'estate. Prima di partire controllate i canali ufficiali del festival e le pagine dei comuni coinvolti, che pubblicano il calendario aggiornato insieme alle informazioni su accessi, navette e parcheggi. È l'unico modo per non arrivare nel posto giusto la sera sbagliata.
Le notti di pizzica, da Villa Ginevra e da Blumarine
Villa Ginevra si trova nella campagna di Montesano Salentino, nel cuore dell'entroterra dove si concentrano molte serate di musica popolare: rientrare dopo un concerto significa pochi chilometri di strade tranquille. Chi sceglie Blumarine, a Lido Marini, chiude la notte di tamburelli con il bagno del mattino a duecento metri da casa.