Chi conosce il Salento soltanto d'estate ne ha visto metà. In primavera, nella settimana che precede la Pasqua, i paesi cambiano ritmo: le confraternite escono dalle chiese, i centri storici si riempiono di gente la sera e riti che hanno secoli di storia tornano a occupare le strade. È un Salento diverso da quello delle spiagge, più raccolto e più severo, con le campagne verdi e i mandorli ormai sfioriti. Ed è un ottimo motivo per venire fuori stagione, quando i paesi sono vivi ma non affollati, e si può girare l'entroterra senza fare code né cercare parcheggio.
La Quaremma, il conto alla rovescia
Il periodo si annuncia già settimane prima con una figura che colpisce chi la vede per la prima volta: la Quaremma, chiamata anche Caremma. È un fantoccio di stoffa che rappresenta una vecchia vestita di nero, appeso ai balconi o agli angoli delle strade, con in mano un fuso e alla base un'arancia infilzata da sette penne. Ogni domenica che passa se ne toglie una, come un calendario che scandisce l'avvicinarsi della Pasqua. Alla fine del periodo la Quaremma viene bruciata in un rito collettivo che chiude l'attesa e apre la stagione nuova. È una tradizione popolare e non liturgica, e proprio per questo racconta molto della cultura contadina di questa terra: il tempo si misurava con i gesti, non con i calendari.
I sepolcri e le processioni
Il cuore della settimana è tra il giovedì e il sabato. Il giovedì le chiese allestiscono gli altari della reposizione, che qui tutti chiamano semplicemente i sepolcri: composizioni di ceri, fiori e germogli di grano fatti crescere al buio, che restano di un giallo pallido caratteristico. La tradizione vuole che si visitino in numero dispari, passando da una chiesa all'altra a piedi, ed è una delle esperienze più belle da fare in un centro storico salentino di sera. Il venerdì escono le processioni: confraternite incappucciate, statue portate a spalla, marce funebri eseguite dalle bande locali. Ogni paese ha la sua versione, con differenze minime nei percorsi e negli abiti, tramandate di generazione in generazione.
Gallipoli e i Misteri
Tra tutti i riti del Salento, quelli di Gallipoli sono i più noti. Il venerdì santo si svolge la processione dei Misteri, chiamata anche dell'Urnia, organizzata dalle confraternite del Santissimo Crocefisso e degli Angeli, storicamente legate rispettivamente ai bottai e ai pescatori: parte nel pomeriggio dal centro storico e prosegue ben oltre la mezzanotte, con le statue che raggiungono i bastioni nel cuore della notte. Il sabato tocca alla processione della Desolata, con i confratelli incappucciati di bianco e mantello giallo, illuminati soltanto dalle torce. Gallipoli si trova a circa trentasei chilometri da Blumarine: è una serata lunga, da affrontare sapendo che si finisce molto tardi.
I dolci della Pasqua salentina
La tavola accompagna i riti con precisione. Il dolce simbolo è la cuddhura, chiamata anche puddhica nel Leccese e scarcella nel resto della Puglia: una ciambella di pasta dolce decorata con uova sode intere, ancora con il guscio, cotte insieme all'impasto. Le forme cambiano di casa in casa e seguono spesso il destinatario: la pupa per le bambine, il gallo o il cestino per gli altri. Accanto compaiono i piatti della primavera salentina, dalle verdure spontanee agli agnelli, dalle fave alle cicorie. Se venite in questo periodo chiedete nei forni dei paesi: è uno dei pochi dolci rimasti davvero stagionali, che nel resto dell'anno quasi non si trova.
La data della Pasqua cambia ogni anno e con essa tutto il calendario dei riti, che nei paesi più piccoli viene diffuso con poco anticipo. Prima di programmare il viaggio conviene consultare i canali ufficiali delle parrocchie, delle confraternite e dei comuni, che pubblicano orari e percorsi delle processioni nei giorni immediatamente precedenti. Villa Ginevra, nella campagna di Montesano Salentino, è una base comoda per muoversi tra i paesi dell'entroterra proprio in questo periodo, quando gli uliveti e la campagna sono al loro momento migliore.
La primavera salentina a Villa Ginevra e Blumarine
Villa Ginevra, tra gli ulivi secolari di Montesano Salentino, è la base giusta per seguire i riti dei paesi dell'entroterra senza spostamenti lunghi. Blumarine, a Lido Marini, permette invece di alternare le sere di processione alle passeggiate su una spiaggia che in primavera è completamente deserta.