Vicolo in pietra chiara del centro storico di Specchia, borgo dell'entroterra del basso Salento

Il basso Salento non è soltanto costa. Appena vi allontanate dalle marine, a pochi chilometri dal mare, comincia un entroterra fatto di paesi di pietra chiara, piazze ordinate, chiese barocche e uliveti che arrivano fino alle prime case. Sono borghi piccoli, spesso attraversabili a piedi in dieci minuti, che conservano però una stratificazione lunghissima: torri, castelli, palazzi ducali e soprattutto frantoi scavati nel sottosuolo, capaci di raccontare l'economia di questa terra molto meglio di qualsiasi museo. Specchia, Presicce-Acquarica e Ugento sono tre tappe che si possono mettere in fila in una sola giornata, oppure distribuire in tre pomeriggi diversi senza alcuna fretta.

Specchia, il borgo di pietra

Specchia è tra i centri riconosciuti dai Borghi più belli d'Italia, e basta arrivare nella piazza principale per capirne il motivo. Il castello Risolo domina lo spazio centrale, le case in pietra si stringono in vicoli che salgono e scendono senza logica apparente, e il tessuto medievale è rimasto sostanzialmente intatto. Sotto il livello stradale si aprono i frantoi ipogei, ambienti scavati nella roccia tra il Quattrocento e l'Ottocento, dove si lavoravano le olive al riparo dagli sbalzi di temperatura: dentro ci sono ancora macine, vasche di decantazione e presse. Scendere in uno di questi frantoi è la parte più memorabile della visita, perché si capisce fisicamente quanto fosse dura la vita dei frantoiani, che vivevano sottoterra per mesi. Da Villa Ginevra, a Montesano Salentino, Specchia dista appena sei chilometri.

Presicce-Acquarica, la terra dell'olio

Presicce-Acquarica nasce dall'unione di due comuni vicini e conserva un centro storico che ruota attorno al palazzo ducale di origine normanna, oggi sede del museo della civiltà contadina. Ma la vera particolarità è ancora una volta sotto i piedi: nel solo centro storico si contano decine di frantoi ipogei, una concentrazione che ha reso questo paese uno dei simboli della cultura dell'olio salentina. Camminare per le strade sapendo che sotto l'asfalto c'è un secondo paese, fatto di gallerie e cisterne, cambia il modo di guardare le facciate. È un borgo tranquillo, poco turistico, che si visita bene nel tardo pomeriggio, quando le piazze si riempiono di gente del posto e il caldo molla finalmente la presa.

Ugento, tra Messapi e barocco

Ugento è il comune a cui appartiene anche Lido Marini, e vale la pena salire fino al centro storico per scoprire quanto sia diverso dalla sua marina. La città ha origini messapiche antichissime e conserva tracce di mura, necropoli e ambienti ipogei; il castello ospita il museo archeologico, che racconta millenni di storia del territorio. In superficie, invece, il registro è barocco: la cattedrale di Santa Maria Assunta, il santuario della Madonna della Luce, i palazzi nobiliari lungo le vie principali. Da Blumarine il centro di Ugento è a circa undici chilometri, una distanza che ne fa la classica meta della serata, quando il mare ha già dato abbastanza per la giornata.

Consiglio pratico: i centri storici salentini si svuotano nelle ore centrali e rivivono dopo il tramonto. Programmate le visite ai borghi al mattino presto oppure dalle sei del pomeriggio in poi, e verificate sempre in loco l'accessibilità dei frantoi ipogei, che seguono aperture stagionali.

Come organizzare il giro

Tre borghi in un giorno solo si fanno, ma è una corsa. Il ritmo giusto è quello di alternare: una mattina di mare e un pomeriggio di entroterra, per due o tre giorni. Le distanze qui sono tutte brevi e le strade attraversano uliveti e muretti a secco che sono già parte della visita. Chi soggiorna nell'entroterra ha il vantaggio di avere questi paesi a portata di mano quasi immediata; chi sta sulla costa dovrà mettere in conto qualche chilometro in più, ma in cambio si porta a casa il bagno serale. In ogni caso l'automobile serve: i collegamenti tra i piccoli comuni sono limitati e organizzati sugli orari dei residenti.

Quello che colpisce, girando questi paesi, è la continuità: la stessa pietra, lo stesso tipo di piazza, gli stessi uliveti che li circondano. Il basso Salento è un territorio compatto, dove il confine tra un comune e l'altro è spesso soltanto un cartello in mezzo alla campagna. Visitarne tre in pochi giorni non è affatto ripetitivo: è il modo migliore per capire come funziona davvero questa terra.

L'entroterra a sei chilometri da Villa Ginevra

Villa Ginevra, nella campagna di Montesano Salentino, ha Specchia a circa sei chilometri e Presicce-Acquarica a circa quattordici: i borghi di questo itinerario sono letteralmente dietro l'angolo. Da Blumarine, a Lido Marini, il centro storico di Ugento dista circa undici chilometri, la meta ideale per una serata dopo la spiaggia.